Take care Calabria Rafele

Sanità d’iniziativa: il nostro modello di sanità territoriale in Calabria

Un modello di sanità che «si ispira alla cosiddetta sanità d’iniziativa ovvero a quel sistema sanitario che non aspetta il cittadino in ospedale ma gli “va incontro” prima che le patologie insorgono o si aggravino e quindi punta sulla prevenzione, sull’educazione » è il modello di sanità territoriale che intendiamo attuare in Calabria. È quanto dichiarato dal nostro presidente Giancarlo Rafele intervenuto all’incontro Take care Calabria. Proposte di soluzioni per un nuova sanità territoriale organizzato da CRU Unipol Calabria all’interno del Festival dello sviluppo sostenibile 2020 promosso dall’ASVIS. «È rivolto a quelle persone che vivono in condizioni di marginalità, che soffrono di isolamento anche a causa della progressiva perdita di autonomia, a quei lavoratori che svolgono lavori usuranti e che presentano difficoltà economiche e culturali per accedere alle prestazioni sanitarie di diagnosi e cura» continua Rafele.

Riportiamo qui un breve resoconto del suo intervento per capire da dove siamo partiti, dove siamo e dove stiamo andando.

Da dove siamo partiti

Il presidente Rafele ha raccontato delle esperienze delle nostre cooperative sociali, alcune aderenti a Legacoop Calabria impegnate nell’ambito della complementarietà tra pubblico e privato sociale per quanto riguarda la sanità territoriale e le cure domiciliari. «Svolgiamo servizi di cure domiciliari sanitarie e sociali da oltre 25 anni in favore di soggetti disabili e di anziani non autosufficienti. Dapprima attraverso i classici bandi che emanavano le pubbliche amministrazioni, poi attraverso i voucher, previo accreditamento sempre presso i Comuni. Siamo quindi nel sistema tradizionale di erogazione dei servizi attraverso la rigida e obsoleta dicotomia tra pubblico e privato sociale» afferma Rafele.

Dove siamo

«3 anni fa 2 delle nostre cooperative hanno intuito che questo sistema era obsoleto e stava andando verso l’implosione. Hanno quindi costituito insieme all’Istituto S. Anna di Crotone un’ATI, un’associazione temporanea di impresa. Hanno partecipato ad un bando di ricerca e sviluppo, implementato e sperimentato un sistema di teleassistenza e telemedicina attraverso un progetto che è stato approvato e che si è concluso lo scorso mese di dicembre» continua Rafele.

«Un sistema per l’assistenza a persone con fragilità, 2 anni di sperimentazione duranti i quali abbiamo assistito oltre 25 persone a domicilio. Effettuato un monitoraggio dei parametri vitali (temperatura, frequenza cardiaca, pressione) attraverso una centrale operativa allestita nell’ambito dell’Istituto S’Anna» afferma l’ingegnere Aldo Mauro che ha seguito il progetto per la casa di cura di Crotone.

Take care Calabria Aldo Mauro

«Abbiamo provato a traslare anche nell’ambito sociale quello che abbiamo sviluppato in ambito sanitario, – continua Mauro – quindi abbiamo informatizzato tutte quelle che erano le attività sociali garantite dalle cooperative. Ciascun operatore è stato dotato di un tablet attravero il quale andava fondamentalmente a rendicontare i real time di tutti quelli che erano gli interventi di carattere sociale erogati alle stesse persone. Questo ha consentito che cosa? Un monitoraggio di tutta quella che è stata l’attività di assistenza sociale e una riorganizzazione in real time laddove le esigenze mutavano nel tempo. Cosa che è stata utilissima nell’ambito di quest’ultimo periodo di lockdown» afferma l’ingegnere Mauro.

«E quindi siamo andati ad agevolare attraverso la tecnologia l’accesso a situazioni che le persone fragili erano abituate ad avere come attività quotidiane nell’ambito normale» conclude.

Dove stiamo andando

«Il progetto nasce, termina in periodo pre-covid. Quindi in tempi non sospetti. Io stesso insieme ad altre persone stavamo frequentando un corso alla Scuola di Alta Formazione S’Anna di Pisa sull’utilizzo delle nuove tecnologie nell’ambito delle cure domiciliari. Sembrava si parlasse di un futuro lontano e invece a febbraio è scoppiata la crisi sanitaria che si è trasformata subito in crisi economica e sociale e quindi quello che sembrava dover essere il futuro è diventato presente. Perché tutto si è accellerato» riprende la parola il presidente Rafele.

Quindi cosa è successo? «Insieme alla cooperativa sociale Kyosei, in qualità di ente capofila, abbiamo messo intorno a un tavolo una serie di soggetti nazionali e regionali – la Scuola di Alta Formazione S’Anna di Pisa, l’Università di Firenze, la cooperativa sociale Pane e Rose di Prato, il Consorzio Sisifo di Catania, la società Althea di Roma, quale partner tecnologico, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, il Centro ACE di Reggio Calabria, le società di muturo soccorso Cesare Pozzo e la Sì Mutua società cooperativa sociale, l’azienda municipalizzata ATAM di Reggio Calabria – per presentare un progetto a valere a Fondazione CON IL SUD, a valere sul bando socio-sanitario che ha come obiettivo la strutturazione di un sistema di medicina territoriale,  che coglie il gap esistente nell’accesso alle cure raggiungendo territori e utenti che altrimenti rimarrebbero esclusi dalla prestazione sanitaria» continua il nostro presidente.

La nostra proposta di sanità territoriale in Calabria

«Cosa prevede il nostro nuovo progetto? Intanto 6 punti di prossimità, presa in carico dell’utente e del nucleo familiare, dialogo e raccordo con i medici di base, con i farmacisti e con le ASL, coordinamento logistico, raccolta delle prenotazioni, rilevamento dati anagrafici e diagnostici e caricamento sulla piattaforma. Ci saranno 3 unità mobili attrezzate a trasportare strumentazioni mediche, apparecchiature elettromedicali per consentire di raggiungere gli utenti ai loro domicili o comunque in quei contesti territoriali non facilmente raggiungibili. Verranno erogati servizi come la misurazione dei parametri vitali, rilievi ematici a domicilio, rilievi di materia organica, esami diagnostici specialistici quindi elettrocardiogramma, ecocardiogramma, ecodoppler, trasmissione dati a distanza, teleconsulto. Sarà avviata inoltre un’attività di sperimentazione di diagnostica per la prevenzione precoce del morbo di Parkinson e delle altre patologie neurologiche. Questo è un modello molto complesso al quale aspiriamo di arrivare a prescindere da finanziamenti pubblici, ricorrendo anche ad investimenti propri. Quindi unTerzo Settore che non aspetta il finanziamento pubblico ma che investe in risorse economiche, finanziarie e umane» continua Rafele.

Conclusioni

«L’auspicio è che questa pandemia sia l’occasione per avviare una nuova stagione di lotte sul campo. Per una sanità di prossimità che è attenta ai bisogni dei cittadini più fragili. Una lotta che mette in discussione la centralità dell’ospedale e veda protagonisti medici, infermieri, organizzazioni di Terzo settore, ricercatori, sindacati, singoli cittadini nella costruzione di nuovi percorsi di intervento a tutela della salute. Che metta insieme una comunità consapevole e competente. Prestando attenzione, molta attenzione ai soggetti che si candidano a offrire queste prestazioni, affinchè siano soggetti con esperienza, soggetti che non si improvvisano, per evitare quelle distorsioni che hanno portato al fallimento del welfare calabrese» conclude Rafele.

Qui trovi la diretta facebook dell’incontro CRU Unipol Calabria.

Evento presentazione progetto Impronte a Sud

Impronte a Sud – Presentato il progetto. Ecco come è andata

Venerdì 4 settembre abbiamo presentato il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab a Piazza Castello (di fronte la scuola media Galileo Galilei) a Reggio Calabria.

Un progetto di economia sociale che ha lo scopo di avviare un’esperienza di comunità intorno all’immobile confiscato di Via Possidonea 53, ridare valore ad un luogo in cui le persone possono agire, riconoscersi protagoniste della costruzione di un bene comune.

Abbiamo introdotto l’evento di presentazione con un video documentario, raccontato del progetto attraverso la voce dei partner e dei cittadini, concluso la serata con il bonus track del cantautore-contadino Nino Quaranta.

Vogliamo ripercorrere qui l’evento attraverso un breve fotoracconto di quella serata. Un modo semplice per raccontare come è andata, conoscere un pò di più il progetto.

Ricostruzione storica dell’immobile e le video interviste dei cittadini

Abbiamo realizzato e proiettato un video documentario. Per ricostruire la storia dell’immobile confiscato a Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”, attraverso l’intervista a Giuseppe Baldessarro, giornalista che ha scritto della sua inchiesta. Per raccogliere le idee dei cittadini  che vivono e lavorano nei pressi di via Possidonea dove si trova l’immobile. Guardalo qui!

Una comunicazione un pò diversa

All’evento di presentazione c’era Andrea Volterrani, responsabile della Comunicazione del progetto “Impronte a sud” e ricercatore all‘Università degli Studi di Roma “Tor Vergata, partner del progetto (leggi anche qui).

Volterrani ha spiegato come l’idea di comunicazione pensata per il progetto Impronte a Sud è «un po’ diversa rispetto a quella che tradizionalmente si vede intorno ai beni confiscati. Una comunicazione – ha affermato – che ha a che fare con il rapporto dei cittadini, con le persone che stanno in quest’area, anche con le persone che stanno comunque a Reggio, che hanno voglia di pensare il futuro insieme a chi in questo momento ha l’onere e l’onore di portare avanti una riqualificazione del bene confiscato».

La voce dei partner

Sono poi seguiti gli interventi dei partner attivamente coinvolti in questa prima fase del progetto: la Città Metropolitana di Reggio Calabria, proprietaria dell’immobile, La Casa di Miryam cooperativa sociale e l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria con il Laboratorio Landscape in progress del Dipartimento Architettura e Territorio impegnati nell’attività di ristrutturazione dell’immobile di Via Possidonea 53.

Intervento della Città Metropolitana di Reggio Calabria

Giuseppe Falcomatà, il sindaco metropolitano ha ricordato quando ci è stato assegnato l’immobile di Via Possidonea 53 nel 2017. Ha sottolineato l’importanza «di realizzare nel territorio progetti di crescita sociale, culturale anche attraverso l’utilizzo e quindi il riscatto sociale di beni confiscati alla criminalità organizzata».

Partner Città Metropolitana di Reggio Calabria

«Noi in questi anni abbiamo provato – ha detto il sindaco – a rovesciare il triste primato di città con maggior numero di beni confiscati alla criminalità organizzata in città col maggior numero di beni confiscati assegnati alle associazioni, quindi restituiti alla città nelle forme previste dalla legge. Questo non lo avremmo potuto fare senza la forza, l’ostinazione, la caparbietà, anche la voglia di sognare e programmare che le associazioni, in questo caso il Consorzio, hanno avuto e continuano a dare nella nostra città. Grazie. Perché non abbiamo fatto nulla se non fare in modo che questo bene potesse esservi assegnato nel minor tempo possibile» ha concluso il sindaco metropolitano.

Intervento di La Casa di Miryam cooperativa sociale

È seguito poi l’intervento di Giovanni Pitrolo, presidente di La Casa di Miryam cooperativa sociale.

Giovanni ha raccontato dei lavori di demolizione e ripristino degli interni portati avanti in questi mesi dai ragazzi della cooperativa all’interno dell’immobile di via Possidonea 53. Ma anche dei primi tre tirocini formativi attivati nell’ambito del progetto che consentiranno di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate altrimenti escluse dal mercato del lavoro.

Intervento dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

Subito dopo è intervenuto Ottavio Amaro, architetto e docente dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.

Amaro ha parlato dei lavori di ricerca e studi che l’Università sta portando avanti con il Laboratorio Landscape in progress del Dipartimento Architettura e Territorio, raccontato di come hanno immaginato la ristrutturazione dell’immobile di Via Possidonea 53. Guarda qui.

Conclusioni

L’evento ha proseguito con i ringraziamenti della nostra vicepresidente Cristina Ciccone che ha ringraziato Fondazione CON IL SUD e la Fondazione Peppino Vismara per il sostegno al progetto Impronte a Sud – Welfare Lab, la rete di partenariato con la quale «lavoriamo concretamente per individuare le soluzioni, soddisfare i bisogni della comunità» ha detto.

L’evento si è poi concluso con il bonus track del cantautore-contadino Nino Quaranta e il nostro impegno a rivederci presto con altri momenti di confronto e condivisione per continuare a raccontare Impronte a Sud, condividere il progetto con la comunità attraverso il coinvolgimento “del più alto numero di persone possibili per avere un’idea, delle idee da costruire, raccontare insieme”.

Qui il video della diretta dell’evento, nel caso te lo fossi perso o avessi semplicemente voglia di rivederlo.

Via Possidonea

Impronte a Sud – Riassunto video interviste ai cittadini di Via Possidonea

Nei giorni scorsi siamo andati di persona a conoscere i cittadini che vivono e lavorano nei pressi di Via Possidonea 53. Qui da qualche mese abbiamo avviato i lavori di ristrutturazione dell’immobile confiscato a Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”, che abbiamo avuto in concessione nel 2017 dalla Città metropolitana di Reggio Calabria.

Vogliamo creare una comunità intorno all’immobile partendo dall’ascolto, dal coinvolgimento dei cittadini, dalla partecipazione di coloro che vivono e abitano il posto in cui l’immobile si trova.

Ecco perchè abbiamo voluto raccontare alle persone di Via Possidonea il progetto che intendiamo avviare, condividere con loro il percorso di comunità che vogliamo costruire. Ma soprattutto ascoltare la loro voce, le loro idee. Per avviare un dialogo partecipato, per costruire un clima collaborativo. Perchè le persone che vivono e lavorano lì possano riconoscersi protagoniste sin da ora per la costruzione di una comunità intorno al bene.

Abbiamo chiesto a Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio, Francesco, Angelo, Antonino e a Gioacchino cosa c’era prima nell’immobile, cosa pensano che ci sarà, cosa vorrebbero che ci fosse. Abbiamo realizzato dei brevi video interviste che raccolgono le loro idee, il loro pensiero.

In queste ultime tre settimane abbiamo postato le interviste sui nostri profili social (facebook, instagram, YouTube).

Li condividiamo qui tutti e tre insieme. Un modo semplice per prepararci all’evento pubblico di presentazione del 4 settembre.

Cosa c’era prima a Via Possidonea 53?

È stata la prima domanda che abbiamo fatto ad alcuni dei cittadini che abbiamo conosciuto in queste ultime settimane.

"Cosa c'era prima a Via Possidonea 53"?È la domanda che abbiamo fatto ad alcuni dei cittadini che vivono e lavorano nei…

Pubblicato da Consorzio Macramè su Giovedì 20 agosto 2020

“Cosa pensi che ci sarà?”

È stata la seconda domanda dell’intervista. Il secondo video che abbiamo postato sui social.

"Cosa pensi che ci sarà?" È la seconda domanda che abbiamo fatto a Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio,…

Pubblicato da Consorzio Macramè su Mercoledì 26 agosto 2020

“Cosa vorresti che ci fosse?”

È la terza e ultima domanda che raccoglie le idee dei cittadini di Via Possidonea.

"Cosa vorresti che ci fosse?" Lo abbiamo chiesto a Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio, Francesco, Angelo,…

Pubblicato da Consorzio Macramè su Mercoledì 2 settembre 2020

 

Vogliamo creare una comunità intorno all’immobile che sappia includere mondi e ambiti diversi.

Per costruirla è importante che i cittadini si riconoscano protagonisti del percorso di comunità che intendiamo costruire.

IL NOSTRO SOGNO È CONTINUARE A COSTRUIRLO INSIEME A LORO.

Domani 4 settembre ore 19 Piazza Castello (di fronte la scuola media Galileo Galilei) sarà il luogo dove raccontarci e ascoltarci, avviare nuove relazioni, confrontarci con le sfide che ci attendono. Il coinvolgimento, la partecipazione e il confronto dei cittadini sono tra le cose che ci stanno più a cuore.

Vi aspettiamo! A Piazza Castello o on line sulla nostra pagina

 

 

 

Presentiamo Impronte a Sud

Impronte a Sud – Presentiamo il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab

Venerdì 4 settembre ore 19 a Piazza Castello (di fronte la scuola media Galileo Galilei) presentiamo il progetto “Impronte a Sud – Welfare Lab”, progetto di economia sociale promosso  in partenariato con 17 enti partner tra associazioni, cooperative sociali, istituzioni locali, università. Il progetto sostenuto da Fondazione  CON IL SUD e Fondazione Peppino Vismara si colloca nell’ambito del bando per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie 2019.

Vogliamo far conoscere il progetto, raccontare le attività che stiamo svolgendo in Via Possidonea 53 a Reggio Calabria. Qui da qualche mese abbiamo avviato i lavori di ristrutturazione dell’ immobile confiscato a Gioacchino Campolo, il ‘re dei videopoker’. Un antico palazzo anni ‘30 che abbiamo avuto in assegnazione nel 2017 dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria mediante procedura ad evidenza pubblica.

Vogliamo raccontare Impronte a Sud attraverso la voce dei partner attivamente coinvolti in questa prima fase di attività del progetto. Vogliamo raccontarti del circolo virtuoso che intendiamo avviare, coinvolgere i cittadini di Via Possidonea affinchè si riconoscano protagonisti sin da ora per la costruzione di un bene comune. Ma vogliamo ascoltare soprattutto la voce e le idee persone, accogliere disponibilità e raccontare del bene confiscato.

Come si svolge l’evento?

Proietteremo un video che raccoglie le interviste di alcuni cittadini che abbiamo conosciuto in questi mesi e che vivono e lavorano nei pressi di Via Possidonea. Ricostruiremo la storia dell’immobile attraverso l’intervista a Giuseppe Baldessarro, giornalista che ha scritto dell’inchiesta a Gioacchino Campolo. Interverrano la Città Metropolitana di Reggio Calabria in quanto proprietaria dell’immobile confiscato di Via Possidonea 53, La Casa di Miryam cooperativa sociale e l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria che si stanno occupando della ristrutturazione dell’immobile. Ma soprattutto saremo contenti di ascoltare i pensieri, le idee dei cittadini che vorranno condividere con noi il percorso di comunità che intendiamo costruire intorno all’immobile confiscato. Concluderemo la serata con il bonus track di Nino Quaranta, cantautore-contadino.

L’evento si svolgerà nel rispetto delle norme anti-covid.

Ma potrai seguirlo anche in streaming sulla nostra pagina facebook!

Scarica qui il programma dell’evento.

Partner

Associazione Calabrese Di Epatologia – Onlus

Associazione Territoriale U.N.S.I.C. Rc/387

Città Metropolitana Di Reggio Calabria

Comune Di Reggio Calabria

Consorzio Idea Agenzia Per Il Lavoro S.C.S.

Fondazione Ebbene

Fondazione Finanza Etica

La Casa Di Miryam Cooperativa Sociale

La Nostra Valle

Rose Blu Cooperativa Sociale Arl

Social Hub

Società Nazionale Di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo

Soleinsieme Società Cooperativa Sociale Onlus

Università Degli Studi Di Roma “Tor Vergata”

Universita Degli Studi Mediterranea Di Reggio Calabria

Università Per Stranieri “Dante Alighieri”

 

Interviste ai cittadini di Via Possidonea

Impronte a Sud – Interviste ai cittadini di Via Possidonea

Siamo nel centro di Reggio Calabria. Qui da qualche mese abbiamo avviato i lavori di ristrutturazione dell’immobile confiscato di Via Possidonea 53.

Nei giorni scorsi siamo andati di persona a conoscere i cittadini che vivono e lavorano qui. Vogliamo condividere anche con loro il percorso di comunità che intendiamo avviare, raccontare cosa stiamo facendo, ma soprattutto conoscere il loro pensiero. Gli abbiamo chiesto cosa c’era prima nell’immobile confiscato, cosa vorrebbero che ci fosse, cosa pensano che ci sarà.

Vogliamo ascoltare le loro idee per un dialogo partecipato, per costruire un clima collaborativo. Per sapere dalla loro voce come vivono questo “luogo” oggi, confrontarci per far diventare l’immobile di via Possidonea 53 una cosa importante anche per loro.

Pensiamo che il coinvolgimento, la partecipazione, il confronto con i cittadini siano il primo passo per sentirsi parte della comunità che vogliamo costruire intorno all’immobile confiscato.

Abbiamo realizzato tre video interviste. In quello di oggi Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio, Francesco, Angelo, Antonino, Gioacchino ci dicono “Cosa c’era prima a Via Possidonea 53”.

Nelle prossime settimane condivideremo gli altri due video sui nostri profili social (facebook, instagram, twitter e YouTube) e sul nostro blog. I tre video ci accompagneranno verso l’importante evento pubblico che stiamo organizzando per presentare il progetto Impronte a sud.

L’immobile confiscato di Via Possidonea 53

L’edificio in stile liberty sul fronte stradale della centralissima Via Possidonea è un immobile che risale al 1930. Apparteneva a Gioacchino Campolo, meglio noto come “il re dei videopoker”.

222,56 mq di casa non distante dal Castello Aragonese. L’immobile è stato sequestrato nel 2012, confiscato nel 2016 e ci è stato assegnato dalla Città metropolitana di Reggio Calabria mediante procedura di evidenza pubblica nel 2017.

Un immobile appartenuto alla criminalità che grazie al contributo della Fondazione CON IL SUD con il bando “Beni confiscati alle mafie 2019” aspira ad avere una nuova vita, a trasformarsi in un patrimonio della comunità.

Qui insieme ad altri 17 partner tra enti, cooperative, associazioni, università, fondazioni abbiamo scelto di dare corpo al progetto  “Impronte a Sud – Welfare Lab”.

 

Lavori ristrutturazione immobile Via Possidonea 53

Impronte a Sud – Lavori di ristrutturazione in corso a Via Possidonea 53

Sono in corso i lavori di ristrutturazione dell’immobile confiscato di Via Possidonea 53.

L’immobile che si trova nel centro di Reggio Calabria ci è stato assegnato dalla Città metropolitana di Reggio Calabria nel 2017. L’edificio in stile liberty risale al 1930. Apparteneva a Gioacchino Campolo, meglio noto come “il re dei videopoker”.

I ragazzi di La Casa di Miryam Cooperativa Sociale, nostra socia e partner del progetto  Impronte a Sud, sono alle prese con i lavori di ristrutturazione dell’immobile, oggetto di intervento del progetto sostenuto da Fondazione CON IL SUD e Fondazione Peppino Vismara.

Le settimane stanno passando, aumenta il caldo, la fatica ma anche la forza lavoro, ed eccoli qui i ragazzi della cooperativa La Casa di Miryam pronti per portare avanti il loro obiettivo: contribuire a trasformare un luogo del profitto mafioso in un luogo di impegno e cambiamento da restituire a tutta la comunità.

Le stanze dell’immobile iniziano a prendere forma. Si inizia a respirare aria nuova, di libertà e gioia.

Sudore, impegno… ma non solo.
La consapevolezza di far parte di qualcosa di grande, qualcosa che è solo l’inizio ma che andrà avanti anche grazie al lavoro di tutti noi.

Vogliamo costruire un luogo di resistenza e opportunità per tutti, uno spazio dove le persone si mettono insieme per dare vita ad un nuovo futuro e a nuove speranze.

Siamo andati a trovarli, abbiamo ripreso i lavori che stanno svolgendo.

Guarda come stanno procedendo!

 

 

Per non perderti gli aggiornamenti puoi seguirci anche qui.

 

 

Assemblea soci 2020

Si è tenuta l’assemblea dei soci. Approvato all’unanimità il bilancio 2019

Si è tenuta sabato 18 luglio presso il Parco Ecolandia in località Arghillà di Reggio Calabria l’assemblea dei soci. Un’assemblea diversa dalle precedenti, la prima che ci vede riuniti tutti insieme dopo il momento critico degli ultimi mesi. Un anno particolare che ha costretto la nostra struttura e i nostri soci a riformularci, reinventarci, resistere.

Ha aperto l’assemblea Giancarlo Rafele che ha voluto specificare il momento complesso in cui si è mosso il Consorzio in questi mesi, ringraziare “i dipendenti che nonostante la crisi hanno portato avanti le loro mansioni, i loro compiti. E tutti i componenti del CdA che hanno mantenuto fede al mandato dello scorso luglio”. Il presidente si è soffermato sulla crisi del Welfare calabrese, sulla situazione di stallo a livello regionale.

Ha quindi proseguito il nostro direttore Giuseppe Carrozza che ha illustrato gli obiettivi raggiunti nel corso del 2019 con 1600 persone assistite (minori, disabili, anziani, tossicodipendenti, migranti), 744 dipendenti, 186 collaboratori, 108 consulenti, 96 volontari.

Abbiamo poi approvato all’unanimità il bilancio consuntivo chiuso al 31.12.2019 con un valore della produzione superiore a euro 2 milioni a cui si aggiunge quello dei soci pari a circa euro 9 milioni (aggiornato al 2018) e quello della COOP134, nostro socio sovventore, pari a circa euro 15 milioni.

Un risultato più basso rispetto al 2018 a causa della sospensione delle attività domiciliari con l’ASP di Reggio Calabria, ma pur sempre un risultato positivo generato:

– dai servizi delle cure domiciliari socio-sanitarie (oggi in assenza di contratto con l’ASP di Reggio Calabria solo in favore di utenti gravi e gravissimi) e socio assistenziali (per conto dei comuni capofila di 11 ambiti territoriali della Calabria) svolte in collaborazione con i nostri soci;

– dall’avvio delle procedure di accreditamento con l’ASP di Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone;

– dalle importanti collaborazioni con la TIMI Vivisol (ADI respiratoria) e l’lstituto Sant’Anna di Crotone (in favore di pazienti neurologici assistiti a domicilio con il progetto Oberon);

– dal potenziamento dei servizi di assistenza scolastica agli alunni disabili nei comuni di Taurianova, Melito Porto Salvo e Crotone.

Oggi continuiamo a mantenere un profondo radicamento sul territorio calabrese grazie anche all’impegno importante portato avanti con responsabilità e passione:

– nei servizi educativi attraverso i progetti Rizoma – Energie di comunità per contrastare la povertà educativa e Giochiamo a crescere per lo sviluppo di metodiche educative nell’area infanzia, entrambi sostenuti dall’impresa sociale Con i Bambini;

– nei servizi di inclusione sociale lavorativa attraverso i progetti INCIPIT con l’associazione “Piccola Opera Papa Giovanni” rivolto a donne vittime di tratta, Progetto PUOI con il Consorzio Idea Lavoro per i titolari di protezione internazionale e umanitaria e i progetti ormai conclusi Lavoro di squadra con Action Aid e RESTART con il Comune di Reggio Calabria in favore di adolescenti e giovani NEET.

Tra le sfide alle quali vogliamo rispondere con azioni concrete e con idee anche l’avvio di nuovi modelli di welfare: lo sviluppo di comunità attraverso il percorso sperimentale di sviluppo di comunità nel quartiere di Pellaro e l’attivazione della prima esperienza di welfare di comunità a Reggio Calabria attraverso il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab, entrambi sostenuti da Fondazione con il SUD.

Durante la discussione all’interno dell’Assemblea abbiamo rimesso al centro dei nostri obiettivi questioni fondamentali: dal contrasto alla povertà alla salute per tutti, dalla crescita del capitale umano alla qualità degli ambienti di vita delle comunità. Ma anche l’avvio di servizi di prossimità alle famiglie, alle persone svantaggiate, l’attività di economia sociale attraverso il progetto della Bottega equosolidale “Liberi per Natura”, l’avvio di nuove attività di agricoltura sociale sui terreni confiscati di Placanica e Rosarno in provincia di Reggio Calabria al fine di favorire l’inserimento lavorativo delle persone più fragili e svantaggiate.

Abbiamo poi proceduto con la nomina di Federica Roccisano della cooperativa HERMES 4.0 quale nuovo consigliere del CdA e reintegrato il comitato dei garanti con la nomina di Daniela Rossi della cooperativa CISME. Abbiamo concluso l’assemblea con la verifica intermedia del Piano strategico e l’impegno di organizzare a breve un nuovo incontro per analizzare i possibili scenari rispetto agli obiettivi stabiliti nel Piano, riflettere su come potenziare l’inserimento lavorativo in favore delle persone svantaggiate.

L’assemblea è stata anche l’occasione per festeggiare insieme a tutti i soci il traguardo importante della cooperativa CISME per i suoi 40 anni.

Qui altre foto su come è andata:

 

Gli attivatori di comunità in giro per Pellaro

Percorso di sviluppo sociale di comunità a Pellaro di Reggio Calabria

Da qualche mese stiamo lavorando alla costruzione di un percorso di sviluppo sociale di comunità.

Il percorso si fonda sull’idea di sviluppare la comunità nel quartiere periferico di Pellaro a Reggio Calabria.

 

Mappa di Pellaro - Reggio Calabria (ph. web)

Mappa di Pellaro – Reggio Calabria (ph. web)

Con questo percorso vogliamo conoscere la comunità di Pellaro, osservarla, ascoltarla attraverso le persone che la vivono. Raccogliere le idee, i desideri, i bisogni dei suoi cittadini per partecipare dentro la loro comunità, farne parte. Vogliamo aiutare la comunità di Pellaro a riflettere su se stessa, migliorare la sua consapevolezza in relazione ai propri bisogni e problemi. Attivare un processo di sviluppo sociale di comunità per costruire i presupposti dello sviluppo sociale ed economico del territorio. Dove per sviluppo di comunità intendiamo la capacità di incrementare le relazioni umani e sociali, le risorse economiche ed ambientali, il capitale sociale e la coesione sociale di una comunità territoriale.

Crediamo che le persone hanno in sé e nella loro comunità le risorse per produrre cambiamento. Che occorre restituire loro protagonismo. Che la comunità ha la possibilità di sviluppare capacità e competenze per affrontare i propri problemi senza attivare processi esterni.

Siamo convinti che lo sviluppo sociale di comunità sia connesso col cambiamento culturale e che non ci può essere sviluppo senza il coinvolgimento e la concreta partecipazione dei cittadini e di tutti gli attori di quella comunità, pubblici e imprenditoriali.

Nei mesi scorsi abbiamo formato un gruppo di giovani attivatori di comunità  che stanno studiando, ascoltando, osservando la comunità di Pellaro, entrando in relazione con i suoi cittadini. Stanno utilizzando lo strumento dell’ascolto e osservazione partecipante, coinvolgendo le persone del posto attraverso interviste con una presenza continuativa nel territorio. 

Formazione attivatori di comunità - I Sessione

Formazione attivatori di comunità con Andrea Volterrani e Luciano Squillaci – I Sessione

Sviluppo sociale di comunità: unico modello di sviluppo possibile. In che senso.

Lo sviluppo sociale di comunità che vogliamo avviare è un’idea innovativa, fortemente sperimentale perché diversa dall’idea di sviluppo locale comunemente inteso. Diversa perchè si tratta di:

– un percorso che a differenza della “progettazione classica” non ha l’obiettivo, perchè l’obiettivo è lo sviluppo della comunità stessa;

– un nuovo modello di sviluppo della comunità che parte dalle relazioni, dalle persone, uomini e donne presenti nel territorio e non dal territorio nel senso di area geografica in quanto tale. In questo nuovo approccio la comunità diventa protagonista e non più semplice destinataria di quegli interventi in quel territorio. La comunità propone le proprie idee, i propri sogni, ci dice di cosa ha bisogno e quindi l’attività da realizzare. Cambia anche il rapporto tra ente del terzo settore e comunità di appartenenza che diviene circolare, nel senso che l’ente del terzo settore non è più soggetto terzo, facilitatore o protagonista di un processo, ma co-protagonista in quanto elemento della stessa comunità.

– un processo di sviluppo di comunità che non ha un inizio e una fine, perchè ridefiniamo gli obiettivi nel rispetto della volontà, delle idee e scelte della comunità. In questo senso l’attivazione della comunità è un processo circolare ed è una continua attivazione di empowerment e capitale sociale che produce cambiamento e rimette in circolo empowerment e capitale. L’idea è mettere in piedi un processo virtuoso, circolare, continuo e costante, cioè di consapevolezza e relazione della comunità.

un cambiamento culturale della comunità territoriale, quale premessa della coesione e dello sviluppo sociale e, quindi, anche dello sviluppo economico. Pensiamo che solo costruendo una diversa cultura all’interno del territorio si pongono le basi per il cambiamento.

 

Crediamo che avviare un percorso di sviluppo di comunità in un quartiere periferico come Pellaro possa attivare un percorso culturale di cambio del paradigma. Attivare un modello di sviluppo che metta in discussione l’approccio di comunità al quale siamo abituati. Un approccio  che si discosta dalle politiche di sviluppo del Mezzogiorno, che possa favorire uno sviluppo duraturo della comunità.

In questo senso riteniamo che questo sia l’unico modello di sviluppo possibile. Ci crediamo fortemente!

Convocazione assemblea dei soci 18 luglio 2020

Odg: Esame approvazione bilancio consuntivo 2019, ratifica nomina consigliere d’amministrazione e reintegro di un componente effettivo del comitato dei garanti, verifica intermedia Piano strategico Consorzio.

È convocata per sabato 18 LUGLIO 2020 alle ore 9.30 l’assemblea dei soci del nostro Consorzio.

L’assemblea si svolgerà presso il Parco Ecolandia in località Arghillà di Reggio Calabria in seconda convocazione ed avrà il seguente ordine del giorno:

  • Esame e approvazione del bilancio consuntivo 2019 e dei documenti collegati (nota integrativa, relazione del revisore, relazione sulla gestione);
  • Ratifica nomina consigliere d’amministrazione e reintegro di un componente effettivo del comitato dei garanti;
  • Verifica intermedia inerente al Piano Strategico del Consorzio.

Maggiori dettagli  sulle regole di votazione e di costituzione in assemblea sono consultabili qui.

Convocazione Assemblea dei soci e modulo di delega

lavorare insieme

La sentenza 131/2020 della Corte sui rapporti tra Terzo settore e PA. Cosa ne pensiamo noi

Terzo settore e PA. Come lavorare insieme. Ce lo dice la Corte Costituzionale nella sentenza 131/2020. Ed anche in Calabria non possiamo che esultare.

La Corte Costituzionale, con la sentenza 131/2020, riafferma il valore costituzionale del Terzo settore nei rapporti con la PA. E noi non possiamo che esultare. La Corte fornisce un importantissimo approfondimento sull’ art. 55 del Codice del Terzo settore, una delle norme più innovative e qualificanti del Codice. Più precisamente stabilisce che

  • il rapporto che si instaura tra la Pubblica Amministrazione e il Terzo settore è di collaborazione, alternativo a quello del profitto e del mercato;
  • la Pubblica Amministrazione e gli Enti del Terzo settore hanno la medesime finalità di “perseguire il bene comune”;
  • la co-programmazione e la co-progettazione sono gli strumenti con cui gli enti pubblici e gli ETS possono lavorare insieme per perseguire un obiettivo comune, l’interesse generale della comunità.

La sentenza conferma le solide ragioni che ispirano da anni il nostro impegno nei rapporti con gli enti pubblici in un’ottica di collaborazione e sinergia. Co-programmazione e co-progettazione sono gli strumenti che l’art 55 del Codice del Terzo Settore prevede per il coinvolgimento degli ETS nelle politiche pubbliche del paese. E che nell’attività del terzo settore non sono termini nuovi, perchè già previsti dalla L. 328/2000 sulle politiche sociali.

Questa sentenza della Corte giunge puntuale rispetto a un periodo storico in cui in Calabria gli Enti del Terzo settore continuano a non essere “coinvolti attivamente”dagli enti pubblici. Dai Comuni che rinunciano ai servizi dell’Home Care Premium senza consultarci o informarci. Dalla Regione che decide di non attuare – a vent’anni di distanza – la L. 328/2000, legge nazionale di riforma del settore Politiche Sociali e lo decide senza considerarci. E dalle ASP che continuano a non coinvolgerci nell’esercizio dei servizi di cure domiciliari in favore delle persone non autosufficienti.

Oggi la sentenza 131/2020 ci fa sperare che co-programmazione e co-progettazione siano davvero le parole del presente anche per il Terzo Settore in Calabria. Che un giorno potremo anche noi “sederci intorno ad un tavolo” con la Regione, i comuni, le aziende sanitarie, le organizzazioni sindacali, partecipare  ad una programmazione congiunta, definire insieme gli interventi necessari e concreti di sostegno a favore della comunità.

Benvenuta sentenza 131/2020!